STUDI E PUBBLICAZIONI
"IL CREMASCO – per una strategia di sviluppo"
scarica il volume in formato pdf
Il progetto, commissionato e coordinato da Reindustria, è stato cofinanziato da Provincia di Cremona, Camera di Commercio di Cremona, Comune di Crema, Società Cremasca Reti e Patrimonio, Banca Cremasca di Credito Cooperativo, Banca Popolare di Crema e Centro Ricerche Cremasco.
Partendo dallo studio “Corna-Pellegrini” realizzato nel 1967 e dallo studio Censis del 1988, l’attuale lavoro individua le possibili linee di sviluppo che il Cremasco può seguire, secondo un’attenta analisi del territorio cremasco che ha toccato i seguenti argomenti:
- Demografia: è elevato il fenomeno della immigrazione straniera ed extra comunitaria in particolare, che pone problemi nuovi legati all’integrazione e all’evoluzione della cultura locale.
Inoltre si registra una significativa crescita demografica nei comuni minori, in relazione al processo di migrazione della popolazione. Per questi comuni si pongono quindi problemi legati ad uno sviluppo equilibrato e all’utilizzo ponderato del territorio.
- Sistema economico: è imperniato su industria ed agricoltura, il cui ruolo resta molto importante. Si riscontra una vivacità imprenditoriale, anche extra comunitaria, che ha consentito il superamento delle crisi delle grandi industrie localizzate sul territorio (Olivetti).
Si rende però necessaria la creazione di organismi che aiutino, in modo operativo ed efficiente, le piccole imprese a superare le barriere dimensionali.
- Agricoltura: rimane uno dei settori produttivi più rilevanti nella formazione del valore aggiunto del circondario, con un peso determinante anche nell’agricoltura lombarda ed italiana. La conduzione risulta essere ancora prevalentemente famigliare, con una forte specializzazione nell’allevamento di bovini e suini e nella produzione di latte.
Per un reale sviluppo del settore si rendono necessari un rapporto coordinato con i territori confinanti che vivono le stesse problematiche e un approccio maggiormente imprenditoriale.
- Industria: il Cremasco conferma una maggiore vocazione all’attività manifatturiera, anche se il settore delle costruzioni sta svolgendo un peso sempre più importante. Alla vocazione imprenditoriale industriale non corrisponde però una specializzazione produttiva o settoriale; mancano inoltre strutture adeguate che accompagnino le imprese nel processo di internazionalizzazione e di crescita imprenditoriale e manageriale. Dai dati raccolti si evince, inoltre, la necessità di un collegamento stabile e strutturato tra il mondo produttivo e quello delle conoscenze.
Particolare rilievo occupa, nel territorio cremasco, il Polo Tecnologico della Cosmesi, di recente creazione.
- Servizi: il settore dei servizi pubblici e quello dei servizi sociali sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione organizzativa ed operativa, attraverso la creazione, rispettivamente, di aggregazioni d’impresa e di nuovi piani di gestione.
Per una reale crescita del territorio, il Cremasco deve farsi promotore di un importante progetto che ponga al centro la conoscenza e il territorio. Come già sosteneva lo studio Corna Pellegrini, è necessario, infatti “modernizzare ma non distruggere quel particolare ambiente culturale ed umano che è tipico del Cremasco.”
Il turismo può essere per il Cremasco una linea di sviluppo in grado di porsi al servizio della crescita del circondario. Si rende però necessaria l’individuazione di linee strategiche ed operative per un turismo più vivo ma sostenibile.
La situazione delle infrastrutture viarie, stradali e di comunicazione è ancora particolarmente problematica: il circondario, infatti, ha bisogno di un moderno trasporto rapido di massa, ma nel rispetto del territorio e della sua abitabilità.