L’agri-food cremonese ha qualcosa da segnalare all’Europa?

Ogni giorno è possibile segnalare problemi o condividere best practice. Come?

17 Giugno 2020

Partecipiamo, e segnaliamo le nostre esigenze, i nostri bisogni. Oppure condividiamo le nostre esperienze.

Se abbiamo un problema da segnalare e ci stiamo chiedendo come si stia muovendo l’Unione Europea in merito all’adozione di misure rapide e concrete in risposta all’emergenza Covid-19 per supportare le imprese, la risposta è l’ascolto. E soprattutto la nostra partecipazione attiva.
L’indomani lo scoppio della pandemia, lo scorso mese di marzo, la Commissione Europea ha attivato un meccanismo con funzioni di allerta rapida per ascoltare direttamente le esigenze espresse dal mondo industriale. Questo meccanismo si fonda sulla collaborazione della European Cluster Alliance, l’Associazione che riunisce oltre 740 cluster europei presso i quali lavorano circa centoventi milioni di persone. Questa istituzione, fin dai primissimi giorni dell’emergenza sanitaria, ha organizzato oltre 70 sessioni di approfondimento specifico e di settore, una ogni mattina dalle 08:30 alle 09:30, coinvolgendo oltre 500 esperti. Gli incontri avvengono sempre mediante la stessa formula: l’inquadramento generale è offerto dal contributo di uno o due esperti invitati, dopodichè si apre il dibattito alla partecipazione pubblica. L’obiettivo è estremamente pratico: individuare e segnalare casi concreti di “rotture” o interruzioni evidenziati dal e dentro il settore, proposte e soluzioni per risolverli e condivisione di best practice.

La European Cluster Alliance, il padiglione orientato sul comparto industriale europeo, elabora i report e le proposte emerse nel corso delle varie sessioni per presentarle, progressivamente, alla Commissione Europea, affinché possa disporre di un valido strumento per indirizzare le scelte strategiche e le attività da svolgere.
Nel corso della sessione di giovedì 11 giugno si è discusso delle problematiche che affliggono l’ecosistema agro-alimentare, una delle vocazioni produttive maggiormente rappresentativa del nostro territorio. Tra le principali rotture (disruptions) evidenziate nel corso della sessione dagli esperti riguardano, in estrema sintesi, il blocco dell’import e dell’export a causa della chiusura dei confini, la mancanza di forza lavoro proprio nel momento della raccolta, il cambiamento, talvolta radicale, del comportamento dei consumatori, la mancata vendita di stock difficilmente trasformabili perché velocemente deperibili, come ad esempio il latte.
La tematica, così ampiamente dibattuta, verrà approfondita ulteriormente in una sessione futura, in cui l’obiettivo principale sarà quello di stilare un piano di rilancio e ripensamento dell’intera filiera. L’ausilio di nuove tecnologie e della robotica, la capacità di trasformare i prodotti e lo sviluppo della resilienza sono alcuni tra i principali driver per guidare il futuro.
La partecipazione agli incontri è gratuita e aperta, il contributo di ciascuno può fare la differenza per individuare problemi, proporre soluzioni e condividere proposte. Ad oggi è ancora troppo timida la nostra partecipazione: insieme possiamo migliorare.

La costruzione della “nuova normalità” passa dall’ascolto, ma soprattutto dalla nostra partecipazione.

Questo è il link per partecipare alle sessioni, mentre per ascoltare (in inglese) la registrazione della sessione dedicata all’agri-food è disponibile il seguente LINK. Infine, al seguente LINK è possibile controllare l’agenda dei prossimi meeting (e collegarsi alla sessione quotidiana), mentre a questo LINK è possibile ascoltare le registrazioni delle altre sessioni.

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